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PROGRAMMA ALIMENTARE ZERO Stampa E-mail

Dimagrire ?   Sì ,  in pochi giorni ….

 

Zero è il nuovo programma alimentare a zero peso: alimenti leggeri per la linea (e gustosi per il palato) e fitoestratti ricchissimi in principi attivi per migliorare il benessere quotidiano. Alimenti e fitoestratti di livello professionale, specifici per l’integrazione quotidiana di principi nutritivi importanti per la linea e per la funzionalità del corpo. A zero peso. Perchè le formulazioni Zero sono efficaci senza appesantire la linea. E in più, con gli alimenti Zero, si soddisfa anche il palato con sapori e pietanze spesso proibiti a chi è attento alla linea, come il cioccolato, le omelette, i dessert... Ma la linea Zero è anche di più, perchè consente di realizzare un programma di remise en forme sul principio della chetogenesi, abbinando alimenti Zero, alimenti comuni e fitoestratti Zero. Grazie agli alimenti Zero ricchi di proteine, si mantiene elasticità e tonicità dei tessuti e con la varietà di pietanze a disposizione è più facile seguire il programma alimentare anche in fase restrittiva. Cinque specifici fitoestratti Zero aiutano il drenaggio, la depurazione, la termogenesi, il microcircolo e le difese organiche.

 

Programma Zero

Il programma alimentare Zero si articola in tre fasi di uguale durata durante le quali si integra l’alimentazione tradizionale con gli alimenti e i fitoestratti Zero.

 

Alimenti Zero

 

Gli alimenti Zero sono una serie di preparati in polvere solubile, dolci e salati, ricchi di proteine, vitamine (A, C, E e del complesso B), sali minerali e assolutamente senza aspartame.

 

Fitoestratti Zero

 

 

I fitoestratti liquidi Zero sono integratori alimentari di livello professionale. Una serie di bevande a base di piante officinali di alta qualità e concentrazione.

 

 

Programma Zero

Il programma alimentare Zero si articola in tre fasi di uguale durata durante le quali si integra l’alimentazione tradizionale con gli alimenti e i fitoestratti Zero.

Tre fasi, oltre che per ritrovare il peso forma, per arrivare a recuperare l’attenzione su uno stile di vita corretto che prevede alimentazione equilibrata e adeguato esercizio fisico per mantenere il corpo vitale e in forma.

Il programma Zero risulta molto semplice da seguire, non necessita di pesatura di prodotti alimentari o di calcolo delle calorie. L’importante è attenersi alle regole della dieta e mantenere le tre fasi della stessa durata a seconda della perdita di peso prestabilita (vedi schema a fondo pagina).

La fase Zero. uno è la fase della chetogenesi. È la fase che richiede qualche sacrificio in più perchè ci si stacca totalmente dalle vecchie abitudini alimentari e si eliminano completamente zuccheri e carboidrati ma iniziano anche a vedersi rapidamente i risultati.

La fase Zero. due è la fase della transizione, si reintroducono parzialmente i carboidrati, il dimagrimento rallenta e si fissa il peso raggiunto.

La fase Zero. tre è la fase conclusiva nella quale la soddisfazione del risultato deve diventare un motivo incentivante per mantenere i risultati ottenuti con un’adeguata alimentazione e stile di vita.

Il principio di base è che per recuperare una ottimale forma fisica non serva digiunare perchè, anche in fase di dimagrimento, bisogna mantenere la massa magra (più precisamente il tono muscolare) in modo da salvaguardare i tessuti del corpo.

Il programma Zero inevitabilmente pone delle restrizioni alimentari ma offre contemporaneamente una gamma di alimenti specifici che nutrono e soddisfano il palato rendendo più piacevole il raggiungimento dell’obiettivo-peso prestabilito.

Il metodo esalta la funzionalità degli aminoacidi ad altissimo valore biologico in un regime di dieta chetogenica, nella quale si riducono lipidi e glucidi e si aumenta il consumo di aminoacidi. In questo modo si agisce esclusivamente sulla massa adiposa dei tessuti e si instaura nell’organismo un perfetto bilanciamento dell’insulina e del glucagone, riducendo al minimo il rischio di deperimento organico.

Si abbinano perfettamente alla dieta ipocalorica chetogenica i fitoestratti liquidi Zero da 500 ml che diventano indispensabili complementi, perchè aiutano a migliorare la funzionalità renale ed epatica, e ad eliminare, soprattutto durante la prima fase del programma, i liquidi in eccesso. Essendo completamente privi di alcol e zuccheri sono perfettamente compatibili con tutte le fasi del programma. Il risultato è un maggiore senso di benessere e una ottimale funzionalità di fegato e reni.

 
 

obiettivo
chili

fase 1 + fase 2 + fase 3
giorni  

alimenti zero
scatole  

2 - 3 Kg

3 + 3 + 3

6

5 - 7 Kg

7 + 7 + 7

14

8 - 10 Kg

14 + 14 + 14

28

Dati indicativi ricavati dalla media dei risultati raggiunti al termine del programma zero correttamente svolto.

 

 

Zero. uno

Nella fase Zero. uno è prevista l’eliminazione di tutti gli zuccheri sia semplici che complessi (carboidrati, alcol e frutta) dalla dieta giornaliera, in modo da attivare il meccanismo della chetosi.

Si integrano i pasti con 3 alimenti Zero. Si possono usare gli alimenti ExtraZero, 50 g di tagliatelle e 2 fette di toast. Oppure 8 cracker o 6 grissini, che aiutano a ridurre il senso di appetito nelle ore fuori pasto o a integrare ulteriormente i pasti e gli spuntini.

La fase Zero. uno può durare dai 3 ai 14 giorni, a seconda dell’obiettivo-peso da raggiungere.

Si consiglia, in questa prima fase, l’utilizzo di magnesio + potassio Zero, per migliorare la tonicità muscolare ed evitare la possibilità di insorgenza di crampi.

In questa fase i fitoestratti Zero aiutano a eliminare e drenare i liquidi in eccesso, aiutano la regolare funzionalità di fegato e reni. Si usano 20 ml di fitoestratti Depurazione + 20 ml di fitoestratti Drenaggio miscelati in un litro e mezzo d’acqua da bere durante il giorno.

 

 

ESEMPIO DI MENU NELLA FASE 1

Esempio:

  • Colazione: 1 alimento Zero a scelta + una tazza di the/caffè o tisana con dolcificante.
  • Pranzo: 1 alimento Zero a scelta + verdure cotta o cruda a volontà.
  • Spuntino: una tazza di the o caffè o tisana con dolcificante.
  • Cena: 1 alimento Zero a scelta + un piatto a base di pesce o carne o uova + verdure cotta o cruda a volontà.

Alimenti Extra Zero concessi: 50 g di tagliatelle 2 fette di toast (anche farciti con prosciutto crudo o bresaola + insalata). Oppure 8 cracker o 6 grissini.

Fitoestratti Zero: in un litro e mezzo d’acqua diluire 20 ml di Depurazione + 20 ml di Drenaggio. 1 capsula di magnesio+potassio Zero.

 

 

Vademecum

Per ottenere i risultati desiderati è importante seguire alcune regole.

  • Alimenti Zero: non sono da utilizzare come pasti sostitutivi ma abbinati ad alimenti comuni.
  • Alimenti Zero: non ridurre assolutamente la dose giornaliera come indicata in ciascuna fase.
  • Alimenti Extra Zero: sono facoltativi da considerarsi spezza fame concessi all’interno del programma Zero e non come parte essenziale della dieta.
  • Durata: deve essere rispettata in tutte le fasi della dieta.
  • Cotture alla griglia o al vapore per i piatti di carne o pesce.
  • Condimenti consigliati: sale, pepe, spezie, erbe aromatiche, salsa di soia salata, aceto di mele (evitare quello di vino), limone, olio extra vergine di oliva, olio di girasole o di sesamo ma sempre da spremitura a freddo (2 cucchiai da minestra al giorno).
  • Bere 1,5 litri di acqua al giorno miscelata ai fitoestratti Zero.
  • Consigliata l’integrazione con magnesio + potassio Zero e, all’occorrenza, di un prodotto lassativo privo di zuccheri.
  • Eventualmente dolcificare con sucralosio in compresse o liquido
  • Chetosi: è essenziale eliminare tutti i tipi di zuccheri (carboidrati, alcol, frutta, ecc...) e usare solo gli alimenti consentiti.

 

Tabella degli alimenti consigliati

VERDURE (senza limiti quantitativi)

fase 1

fase 2

fase 3

asparagi, bietole, broccoli, carciofi, cardi, cicoria, cavolfiore, cavolo bianco, cavolo verde, cetrioli, crauti, finocchi, funghi, soia germogli, insalate, (tutti i tipi di verdure a foglia), melanzane, porri, radicchio verde, peperoni verdi, ravanelli, rucola, sedano, spinaci, tartufi, verza, zucchine

verdure di colore rosso

-

verdure di colore giallo

-

verdure di colore arancione

-

legumi (piselli, fagioli, ceci, lenticchie, fave...)

-

-

patate

-

-

PASTA o RISO INTEGRALI (60 grammi max.)

fase 1

fase 2

fase 3

riso o pasta (anche di kamut o farro) integrali

-

minestrone (senza patate)

-

CARNE 80-120 grammi meglio se privata del grasso

fase 1

fase 2

fase 3

carne bianca: pollo, tacchino, anatra, coniglio, gallina, faraona, agnello, vitello

carne rossa: cavallo, maiale magro, manzo

affettati (50-60 grammi): bresaola, prosciutto crudo, prosciutto cotto

PESCE 200 grammi circa senza scarti fresco o in scatola (non sott'olio)

fase 1

fase 2

fase 3

pesci d'acqua salata: alici, sardine, sgombro, tonno, merluzzo, nasello, sogliola, cernia, spigola, scorfano, seppia, razza, rombo, polipo, palombo, orata, triglia, dentice

pesci d'acqua dolce: carpa, luccio, salmone, trota

molluschi: cozza, vongola, ostrica, calamaro

crostacei: aragosta o astice, gambero, granchio

UOVA (intere)

fase 1

fase 2

fase 3

gallina, anatra, tacchina, oca

FORMAGGI 50-80 grammi max

fase 1

fase 2

fase 3

grana, parmigiano reggiano (gli altri formaggi non sono consentiti)

-

FRUTTA

fase 1

fase 2

fase 3

frutta di ogni tipo

-

-

ALIMENTI EXTRA ZERO

fase 1

fase 2

fase 3

tagliatelle + toast Extra Zero (anche farciti con prosciutto crudo o bresaola + rucola o insalata)

50g+2

50g+2

50g+2

budini Extra Zero oppure barrette Extra Zero oppure Wafer Extra Zero

-

1

2

frollini

-

4

10

BEVANDE

fase 1

fase 2

fase 3

alcolici, succhi di frutta e bevande zuccherine

-

-

-

bevande light o zero (con moderazione durante i pasti)

·

·

·

- alimento vietato    • alimento consentito    · alimento consentito con moderazione

 

 

Zero. due

La fase Zero. due di transizione permette di stabilizzare il peso raggiunto, ha esattamente la stessa durata della fase Zero. uno. Rispetto alla prima fase di restrizione glucidica stretta, aumenta la razione calorica e il dimagrimento vero e proprio potrebbe risultare più lento che nella prima fase ma è molto importante seguire scrupolosamente le indicazioni alimentari per non vanificare i risultati raggiunti.

Nella fase Zero. due si riducono gli alimenti Zero a 2 al giorno e si iniziano a reinserire gradatamente e con moderazione alcuni tipi di carboidrati a basso indice glicemico, come pasta (anche di farro o kamut), e riso (amidi), preferibilmente integrali. Si può utilizzare il formaggio grana o parmigiano e verdure rosse o carote vietati nella prima fase perchè contengono più glucidi. Restano sconsigliati alcol e frutta.

In questa fase si possono quotidianamente alternare tutti gli alimenti ExtraZero secondo dei massimi prestabiliti: 4 frollini e 2 fette di toast (anche farcite con affettati e verdura), oppure un budino o una barretta o un wafer alla pizza, oppure 8 cracker o 6 grissini, oppure 50 g di tagliatelle.

Si prosegue anche con i fitoestratti Zero per aiutare l’eliminazione dei liquidi in eccesso e delle tossine e regolare la funzionalità di fegato e reni. 20 ml di fitoestratti Depurazione + 20 ml di fitoestratti Drenaggio in un litro e mezzo d’acqua da bere durante il giorno.

 

 

 

ESEMPIO DI MENU NELLA FASE 2

Esempio:

  • Colazione: 1 alimento Zero a scelta + una tazza di the/caffè o tisana con dolcificante.
  • Pranzo: un piatto a base di pesce o carne o uova o formaggio grana + verdure cotta o cruda a volontà.
  • Spuntino: 1 alimento Zero a scelta + una tazza di the/caffè o tisana con dolcificante.
  • Cena: un piatto di pasta o minestrone + un piatto a base di pesce o carne o uova o formaggio + verdura cotta o cruda.

Alimenti Extra Zero concessi: 4 frollini + 2 fette di toast (anche farciti con prosciutto crudo o bresaola + insalata). Oppure un budino. Oppure una barretta. Oppure un wafer pizza. Oppure 8 cracker o 6 grissini. Oppure 50 g tagliatelle.

Fitoestratti Zero: in un litro e mezzo d’acqua diluire 20 ml di Depurazione + 20 ml di Drenaggio. 1 capsula di magnesio+potassio Zero.

 

 

Vademecum

Per ottenere i risultati desiderati è importante seguire alcune regole.

  • Alimenti Zero: non sono da utilizzare come pasti sostitutivi ma abbinati ad alimenti comuni.
  • Alimenti Zero: non ridurre assolutamente la dose giornaliera come indicata in ciascuna fase.
  • Alimenti Extra Zero: sono facoltativi da considerarsi spezza fame concessi all’interno del programma Zero e non come parte essenziale della dieta.
  • Durata: deve essere rispettata in tutte le fasi della dieta.
  • Cotture alla griglia o al vapore per i piatti di carne o pesce.
  • Condimenti consigliati: sale, pepe, spezie, erbe aromatiche, salsa di soia salata, aceto di mele (evitare quello di vino), limone, olio extra vergine di oliva, olio di girasole o di sesamo ma sempre da spremitura a freddo (2 cucchiai da minestra al giorno).
  • Bere 1,5 litri di acqua al giorno miscelata ai fitoestratti Zero.
  • Consigliata l’integrazione con magnesio + potassio Zero e, all’occorrenza, di un prodotto lassativo privo di zuccheri.
  • Eventualmente dolcificare con sucralosio in compresse o liquido
  • Chetosi: è essenziale eliminare tutti i tipi di zuccheri (carboidrati, alcol, frutta, etc...) e usare solo gli alimenti consentiti.

 

Tabella degli alimenti consigliati

VERDURE (senza limiti quantitativi)

fase 1

fase 2

fase 3

asparagi, bietole, broccoli, carciofi, cardi, cicoria, cavolfiore, cavolo bianco, cavolo verde, cetrioli, crauti, finocchi, funghi, soia germogli, insalate, (tutti i tipi di verdure a foglia), melanzane, porri, radicchio verde, peperoni verdi, ravanelli, rucola, sedano, spinaci, tartufi, verza, zucchine

verdure di colore rosso

-

verdure di colore giallo

-

verdure di colore arancione

-

legumi (piselli, fagioli, ceci, lenticchie, fave...)

-

-

patate

-

-

PASTA o RISO INTEGRALI (60 grammi max.)

fase 1

fase 2

fase 3

riso o pasta (anche di kamut o farro) integrali

-

minestrone (senza patate)

-

CARNE 80-120 grammi meglio se privata del grasso

fase 1

fase 2

fase 3

carne bianca: pollo, tacchino, anatra, coniglio, gallina, faraona, agnello, vitello

carne rossa: cavallo, maiale magro, manzo

affettati (50-60 grammi): bresaola, prosciutto crudo, prosciutto cotto

PESCE 200 grammi circa senza scarti fresco o in scatola (non sott'olio)

fase 1

fase 2

fase 3

pesci d'acqua salata: alici, sardine, sgombro, tonno, merluzzo, nasello, sogliola, cernia, spigola, scorfano, seppia, razza, rombo, polipo, palombo, orata, triglia, dentice

pesci d'acqua dolce: carpa, luccio, salmone, trota

molluschi: cozza, vongola, ostrica, calamaro

crostacei: aragosta o astice, gambero, granchio

UOVA (intere)

fase 1

fase 2

fase 3

gallina, anatra, tacchina, oca

FORMAGGI 50-80 grammi max

fase 1

fase 2

fase 3

grana, parmigiano reggiano (gli altri formaggi non sono consentiti)

-

FRUTTA

fase 1

fase 2

fase 3

frutta di ogni tipo

-

-

ALIMENTI EXTRA ZERO

fase 1

fase 2

fase 3

tagliatelle + toast Extra Zero (anche farciti con prosciutto crudo o bresaola + rucola o insalata)

50g+2

50g+2

50g+2

budini Extra Zero oppure barrette Extra Zero oppure Wafer Extra Zero

-

1

2

frollini

-

4

10

BEVANDE

fase 1

fase 2

fase 3

alcolici, succhi di frutta e bevande zuccherine

-

-

-

bevande light o zero (con moderazione durante i pasti)

·

·

·

- alimento vietato    • alimento consentito    · alimento consentito con moderazione

 

Zero. tre

La fase Zero tre di mantenimento è fondamentale per imparare a mantenere il peso raggiunto iniziando da qui a seguire uno stile di vita corretto, fatto di alimentazione sana ed equilibrata e di regolare attività fisica. L’anticipazione di quella che sarà la dieta per la vita bilanciata in carboidrati e proteine, sali minerali e vitamine che permetta una regolare attività metabolica e prevenga il soprapeso e i problemi correlati.

La fase Zero tre prevede il reintegro con moderazione dei carboidrati, della frutta (preferibilmente tra un pasto e l’altro) e dei legumi. Si continua ad integrare l’apporto proteico con 1 alimento Zero al giorno che può continuare anche una volta finito il tempo della fase Zero tre come supplemento energetico o per concedersi quotidianamente un peccato di gola senza sensi di colpa!

Aumenta anche la possibilità di abbinare tutti gli alimenti ExtraZero secondo dei massimi prestabiliti: 10 frollini e 2 fette di toast (anche farcite con affettati e verdura) oppure 2 budini o 2 barrette o 2 wafer alla pizza oppure 8 cracker o 6 grissini o 50 gr di tagliatelle. Gli alimenti ExtraZero restano utilissimi spezza fame anche una volta finita la dieta.

Si prosegue anche con i fitoestratti ZeroDepurazione e Drenaggio. Per un risultato migliore integrare anche con Termogenesi. Eventualmente si possono scegliere tra i fitoestratti che più si avvicinano alle necessità personali (Difese organiche, Microcircolo gambe e Regolarità).

 

 

 

 

ESEMPIO DI MENU NELLA FASE 3

Esempio:

  • Colazione: 1 alimento Zero a scelta + una tazza di the/caffè o tisana con dolcificante + una fetta di pane nero tostato con un cucchiaino di marmellata senza zucchero o con un uovo, oppure 200 ml di latte parzialmente scremato o vegetale (di riso, soia o mandorle), oppure prosciutto e formaggio.
  • Pranzo: un piatto a base di pesce o carne o uova o formaggio + verdura cotta o cruda.
  • Spuntino: uno yogurt magro o un frutto.
  • Cena: pasta o riso integrale con verdure abbondanti. Oppure un passato di verdura.

Fitoestratti Zero: in un litro e mezzo d’acqua diluire 20 ml di Depurazione + 20 ml di Drenaggio.

Alimenti Extra Zero concessi: 10 frollini + 2 fette di toast (anche farciti con prosciutto crudo o bresaola + insalata). O due budini. O due barrette. O due wafer pizza. O 8 cracker o 6 grissini. Oppure 50 g di tagliatelle.

 

 

 

Vademecum

Per ottenere i risultati desiderati è importante seguire alcune regole.

  • Alimenti Zero: non sono da utilizzare come pasti sostitutivi ma abbinati ad alimenti comuni.
  • Alimenti Zero: non ridurre assolutamente la dose giornaliera come indicata in ciascuna fase.
  • Alimenti Extra Zero: sono facoltativi da considerarsi spezza fame concessi all’interno del programma Zero e non come parte essenziale della dieta.
  • Durata: deve essere rispettata in tutte le fasi della dieta.
  • Cotture alla griglia o al vapore per i piatti di carne o pesce.
  • Condimenti consigliati: sale, pepe, spezie, erbe aromatiche, salsa di soia salata, aceto di mele (evitare quello di vino), limone, olio extra vergine di oliva, olio di girasole o di sesamo ma sempre da spremitura a freddo (2 cucchiai da minestra al giorno).
  • Bere 1,5 litri di acqua al giorno miscelata ai fitoestratti Zero.
  • Consigliata l’integrazione con magnesio + potassio Zero e, all’occorrenza, di un prodotto lassativo privo di zuccheri.
  • Eventualmente dolcificare con sucralosio in compresse o liquido
  • Chetosi: è essenziale eliminare tutti i tipi di zuccheri (carboidrati, alcol, frutta, etc...) e usare solo gli alimenti consentiti.

 

Tabella degli alimenti consigliati

VERDURE (senza limiti quantitativi)

fase 1

fase 2

fase 3

asparagi, bietole, broccoli, carciofi, cardi, cicoria, cavolfiore, cavolo bianco, cavolo verde, cetrioli, crauti, finocchi, funghi, soia germogli, insalate, (tutti i tipi di verdure a foglia), melanzane, porri, radicchio verde, peperoni verdi, ravanelli, rucola, sedano, spinaci, tartufi, verza, zucchine

verdure di colore rosso

-

verdure di colore giallo

-

verdure di colore arancione

-

legumi (piselli, fagioli, ceci, lenticchie, fave...)

-

-

patate

-

-

PASTA o RISO INTEGRALI (60 grammi max.)

fase 1

fase 2

fase 3

riso o pasta (anche di kamut o farro) integrali

-

minestrone (senza patate)

-

CARNE 80-120 grammi meglio se privata del grasso

fase 1

fase 2

fase 3

carne bianca: pollo, tacchino, anatra, coniglio, gallina, faraona, agnello, vitello

carne rossa: cavallo, maiale magro, manzo

affettati (50-60 grammi): bresaola, prosciutto crudo, prosciutto cotto

PESCE 200 grammi circa senza scarti fresco o in scatola (non sott'olio)

fase 1

fase 2

fase 3

pesci d'acqua salata: alici, sardine, sgombro, tonno, merluzzo, nasello, sogliola, cernia, spigola, scorfano, seppia, razza, rombo, polipo, palombo, orata, triglia, dentice

pesci d'acqua dolce: carpa, luccio, salmone, trota

molluschi: cozza, vongola, ostrica, calamaro

crostacei: aragosta o astice, gambero, granchio

UOVA (intere)

fase 1

fase 2

fase 3

gallina, anatra, tacchina, oca

FORMAGGI 50-80 grammi max

fase 1

fase 2

fase 3

grana, parmigiano reggiano (gli altri formaggi non sono consentiti)

-

FRUTTA

fase 1

fase 2

fase 3

frutta di ogni tipo

-

-

ALIMENTI EXTRA ZERO

fase 1

fase 2

fase 3

tagliatelle + toast Extra Zero (anche farciti con prosciutto crudo o bresaola + rucola o insalata)

50g+2

50g+2

50g+2

budini Extra Zero oppure barrette Extra Zero oppure Wafer Extra Zero

-

1

2

frollini

-

4

10

BEVANDE

fase 1

fase 2

fase 3

alcolici, succhi di frutta e bevande zuccherine

-

-

-

bevande light o zero (con moderazione durante i pasti)

·

·

·

- alimento vietato    • alimento consentito    · alimento consentito con moderazione

 

Alimenti Zero

Gli alimenti Zero sono una serie di preparati in polvere solubile ricchi di proteine, vitamine (A, C, E e del complesso B) e sali minerali. Le proteine sono di derivazione naturale dal latte e dalla soia e contengono tutti gli aminoacidi essenziali (indice chimico >100). Oltre che ricchi di nutrienti, gli alimenti Zero hanno un alto indice di digeribilità così da fornire effettivamente al corpo tutti gli elementi di cui sono ricchi. Tanta energia ma anche tanto gusto. Tanti sapori dolci e salati che si avvicinano ai piatti della tradizionale alimentazione. Zuppe, frappè, bevande calde, omelette, purè e tanti snack da abbinare all’alimentazione quotidiana per comporre menu completi e invitanti. Gli alimenti Zero integrano, con gusto, l’apporto proteico in ogni caso di aumentato fabbisogno ma sono anche utili per chi ha sempre un occhio attento alla forma ma non vuole rinunciare a gusti sfiziosi. Diventano essenziali all’interno del programma dietetico Zero per la riduzione del peso poichè apportano tutti i nutrimenti necessari per mantenere la massa magra e accontentano il palato, fattore altrettanto importante per la buona riuscita della dieta che prevede necessariamente un regime di restrizione alimentare.

Gli alimenti Zero contengono più di 23 grammi di proteine per busta (perfetti integratori proteici anche all’interno della dieta chetogenica).

Zuppe al sapore di:

  • verdure*
  • champignon*
  • porri*
  • crostacei. 

Omelette al sapore di:

  • champignon
  • tartufo
  • formaggio e bacon
  • cipolla.

Crema al sapore di purè.

Dessert al sapore di:

  • yogurt stracciatella
  • yogurt frutti di bosco
  • crema catalana.

Frappè al sapore di:

  • cacao
  • vaniglia
  • pera-cioccolato
  • caramello
  • caffè*
  • banana split.

Bevande al sapore di:

  • cappuccino
  • cioccolato bianco
  • cioccolato amaro
  • ananas
  • ciliegia
  • kiwi
  • latte alle mandorle.

*solo proteine della soia.

 

 

 

 

Fitoestratti Zero

 

I fitoestratti liquidi Zero sono integratori alimentari di livello professionale.
Una serie in continua evoluzione di bevande a base di piante officinali di alta qualità e concentrazione, che vengono prodotte con tecniche innovative e rispettose delle peculiarità dei vegetali per mantenerne l’originale naturalità.

I fitoestratti liquidi Zero integrano perfettamente sia la dieta quotidiana, sia il programma alimentare Zero, prendendosi cura del corpo in maniera professionale.
Grazie alla tecnologia a ultrasuoni è possibile l’estrazione totale di tutti i principi attivi del vegetale – siano essi idrosolubili, liposolubili, oli essenziali, sali minerali, aminoacidi, oligoelementi o vitamine – preservando l’integrità del fitocomplesso che viene interamente ceduto all’acqua. In questo modo la concentrazione e qualità dei principi attivi è molto alta e non c’è bisogno di ”aggiunte”.

Non servono conservanti sintetici perchè grazie al frutto del sorbo, si riesce a ricavare la corretta quantità di acido sorbico per conservare il prodotto.

Non serve alcol, nemmeno come solvente, perchè si usa semplicemente acqua vitalizzata paragonabile, per qualità organolettiche, all’acqua di sorgente.

Non ci sono zuccheri aggiunti perchè il sapore delle erbe officinali si esalta in un bouquet di aromi dalle molteplici sfumature. Prendersi il tempo per imparare ad apprezzare anche le note più aspre di un estratto d’erbe – che spesso vengono nascoste da gusti edulcorati più “facili” al palato – diventa un modo per rimettersi in sintonia con la natura e ristabilire equilibrio e benessere.

 

 

 

 Selezione della materia prima

Qualità e sicurezza prima di tutto

La qualità dei fitoestratti Zero si evidenzia fin dalla selezione delle piante officinali che sono:

  • sane e selezionate, provenienti da zone vocate e raccolte nel tempo balsamico, disidratate secondo metodi naturali;
  • controllate, cernite e mondate, con l’ausilio di personale qualificato e macchinari di ultima generazione;
  • stoccate in ambienti bonificati e termoigrometricamente standardizzati, progettati per ridurre al minimo l’impatto dei fattori ambientali sulla qualità del vegetale disidratato;
  • certificate con sistema Qualità ISO 9000:2001, sistema di autocontrollo HACCP e un servizio interno di controllo che garantisce la sicurezza e la tracciabilità di tutti i vegetali.

 

 

 

 

Estrazione con tecnologia a ultrasuoni

Senza alte temperature si mantiene la vitalità dei principi attivi

L’estrazione a ultrasuoni consente di ottenere prodotti completi di tutte le proprietà fisiologiche ed organolettiche dei vegetali impiegati oltre che di tutti i loro principi attivi sia primari che secondari. Quando si attivano i generatori di ultrasuoni è possibile regolarne la frequenza ed il tempo di estrazione in base alla tipologia e alle caratteristiche del vegetale. In questo modo è possibile estrarre quanto necessario dai vegetali. Ad esempio è possibile estrarre dal frutto del sorbo una quantità sufficiente di acido sorbico da utilizzare come conservante naturale per il prodotto finito, senza bisogno di aggiungere altri conservanti in momenti successivi.

I vantaggi ottenuti con l’estrazione ad ultrasuoni si possono riassumere in due punti:

  • estrazione totale a temperatura ambiente, non superiore ai 35°C così si evita la denaturazione dei principi attivi contenuti che in tal modo restano intatti.
  • abbattimento della carica batterica, grazie alla naturale azione di disgregazione della cellula batterica operata dagli ultrasuoni.

 

 

 

 

Il solvente più naturale: l’acqua vitalizzata

L’energia dell’acqua di sorgente

Per l’erogazione e la distribuzione, l’acqua, dalla sorgente deve essere canalizzata subendo danni provocati da fenomeni quali la pressione delle tubazioni e l’immissione di sostanze chimiche e metalli pesanti. Con il procedimento di vitalizzazione secondo Johann Grander applicato all’acqua se ne può compensare la perdita di energia e di informazioni e riportarne la memoria d’origine cioè di acqua di sorgente.

I vantaggi dei prodotti a base di acqua vitalizzata:

  • migliore conservabilità
  • maggiore stabilità anche in seguito a modificazione microbiologica
  • maggiore potere autopurificante
  • migliore potere solvente
  • migliori caratteristiche organolettiche (freschezza, sapore, odore).

 

 

 

 

Approfondimenti Zero (Acqua vitalizzata ed Estrazione a ultrasuoni)

APPROFONDIMENTI  

 

Geobiologia e fonti geopatiche

I segnali elettrici sono chiaramente importanti nel controllo di tutti i processi biologici e nella trasmissione di informazioni da una parte all’altra del nostro corpo. Le cellule nervose propagano da una parte all’altra del nostro corpo segnali che opportunamente decodificati vengono poi ritrasmessi ai muscoli o ad altri distretti del nostro organismo. E’ evidente quindi come sia importante il mantenimento della distribuzione delle correnti elettriche fisiologiche, evitando sia l’accumulo di correnti dovute all’elettricità statica che la esposizione all’inquinamento elettromagnetico.

 

Lo stress elettromagnetico

I campi elettromagnetici rappresentano un tipo di inquinamento ambientale che negli ultimi decenni con lo sviluppo tecnologico è diventato sempre più ubiquitario a causa della maggiore richiesta di energia elettrica e del sempre crescente utilizzo di strumentazione elettronica. Parallelamente si è notato che la esposizione a questi campi può in alcuni individui essere la causa di alterazioni del sistema immunitario oltre che possibile causa di neoplasie. Alla base di tali effetti sanitari c’è una alterazione del trasporto del calcio e quindi una alterazione nei meccanismi di traduzione del segnale intracellulare.

Questo tipo di inquinamento è presente in special modo negli ambienti confinati in quanto prodotto sia dall’utilizzo dei piccoli e grandi elettrodomestici che funzionano utilizzando l’energia elettrica di rete (50Hz) che dai vari tipi di telefonia cellulare (900MHz). L’ inquinamento generato dalle onde elettromagnetiche diventa non trascurabile quando si prendono in considerazione quegli ambienti confinati adibiti ad attività lavorativa. Infatti in tali ambienti di lavoro si è sottoposti alla esposizione dei campi magnetici con continuità e quindi si è a rischio per quelli effetti sanitari che compaiono nel lungo termine. Inoltre come aggravante della pericolosità di tale esposizione, c’è da considerare che i campi elettromagnetici a bassa frequenza sono altamente penetranti.

L’utilizzo quindi di sistemi capaci di filtrare le radiazioni nocive è utile per il mantenimento dell’equilibrio elettrico del proprio corpo.

 

Lo stress geopatico

Sul nostro pianeta esistono campi elettrici naturali dovuti a varie cause. Le correnti telluriche consistono in una circolazione elettrica di debole intensità ed a corrente oscillante che interessa tutta la superficie del globo e sono collegate con il magnetismo terrestre. Altre causa di produzione di correnti naturali sono taluni fenomeni di ossidazione ad opera dei corsi dell’ossigeno disciolto nei corsi d’acqua sotterranei: per questa causa varie sostanze si ossidano producendo correnti elettriche.

La geobiologia si occupa delle interferenze ed influenze di tutte le onde che ci colpiscono.

Nell’antichità i cinesi sceglievano i luoghi dove costruire, secondo lo studio delle simmetrie dell’ambiente circostante; greci e latini facevano pascolare e dormire le greggi, per un anno, sui terreni dove volevano costruire. Le conoscenze della salubrità o meno dei luoghi sono stati quasi sempre appannaggio della casta sacerdotale: gli antichi luoghi sacri – pagani e paleocristiani- sono pieni di energia positiva. I Druidi, i Celti, gli Egizi, con i loro dolmen, obelischi, menhir, piramidi, prima; gli architetti delle grandi cattedrali, poi, hanno sempre tenuto in considerazione lo studio e la ricerca di luoghi carichi di energie positive e di neutralizzazione delle energie negative. Per averne una prova- senza essere necessariamente credenti- basta entrare in una delle cattedrali erette nel medioevo: ci si sente quasi estraniati dal resto del mondo. Oggi, purtroppo, questa abitudine è andata perduta e in nome del progresso si edifica dappertutto, a volte -come tragicamente accade di vedere- anche senza basilari studi tecnici di fattibilità. I campi perturbatori da considerare, sono: la rete di Hartmann, la rete di Curry, le faglie, le falde acquifere, i punti Cam.

La rete di Hartmann, così detta dal nome del suo scopritore, è una rete magnetica che si estende su tutto il globo terrestre.

Il reticolo Curry è una griglia elettrica, con orientamento di 45° rispetto al reticolo di Hartmann, con punti di incrocio negativi e positivi, dove vengono esaltati i punti ionizzanti. La rete Curry è mobile e dove incrocia un’altra fonte geopatica provoca una frequenza altissima di orientamento molecolare, finendo per danneggiare gli organismi che vi soggiornano.

La faglia è la spaccatura di una massa rocciosa, con slivellamento di due tronconi in senso verticale od orizzontale- ricordarsi la faglia di S.Andrea in California-. La faglia, attraversata dai corsi d’acqua, emette raggi gamma, più intensi durante la notte; quindi, se si dorme su una faglia, che concentra la sua energia in poco spazio, si hanno effetti negativi sugli organismi.

I corsi d’acqua sotterranei, prima di sgorgare in superficie ed alimentare i mari, attraversano canalicoli sotterranei e materiali di ogni tipo. Se la velocità dell’acqua è maggiore di 15 m / sec., l’energia ionizzante che si libera è molto grande ed interferisce con gli organismi viventi. La sovrapposizione della falda con un’altra forma geopatogena, non fa altro che accentuare il potenziale di agente nocivo per l’organismo.

La geopatia Cam è la sovrapposizione, anche su piani diversi, di cavi elettrici e tubi dell’acqua, situazione abbastanza facile da trovare nei nostri condomini a più piani. Le patologie sono dovute al riscaldamento dei tessuti e l’effetto delle onde si rivelano su apparato endocrino, cuore, intestino.

Dall’analisi della pianta e sopralluogo sul posto, si evidenzia un nesso di causalità tra luogo, sottosuolo e abitanti, con forte negatività quasi sempre nei luoghi deputati al riposo.

 

APPROFONDIMENTI  

L’opera di Ernst Hartmann:  

Geobiologia, Medicina Funzionale e Bioarchitettura  

Premessa:

Il cervello, meraviglioso computer biologico donatoci con la creazione e ancora quasi totalmente sconosciuto, emette intorno a sé un debole campo magnetico che ha origine nella zona che organizza il movimento ed elabora il pensiero. Le forze che sono attive nei luoghi alti riescono a potenziare le energie della mente umana, che sono presenti in maniera diversa in ogni individuo, e favoriscono alcuni stati psicofisici particolari e, forse, anche la comunicazione con livelli d’esistenza più sottili e elevati.

Quando si dice che un luogo è ricco di una “magica atmosfera” la si attribuisce alla bellezza del posto, alla tranquillità che vi aleggia e anche all’interesse e al rispetto che si prova verso un sito che ricorda la sacralità dell’antico abitatore della Terra. Ma il senso di benessere, di serenità, di forza fisica e spirituale che si avverte in questi luoghi si rende manifesto con tutti quelli che vi sostano, anche se la visita è solo a scopo culturale, e la penombra fresca e silenziosa di un’antica chiesa induce chiunque alla preghiera e al raccoglimento, così come la presenza di un enorme masso infitto nel terreno o le vestigia di un tempio conducono in un particolare stato d’animo che è commisurato con la sensibilità e la preparazione di ognuno.

Indagini energetiche e studi approfonditi hanno portato a determinare che certi luoghi emettono una particolare forza che agisce positivamente sugli esseri viventi che, al di là dalla dimensione spazio-temporale, permette l’incontro con la trascendenza che si può esplicare con apparizioni, guarigioni miracolose, fenomeni straordinari.

L’importanza dei siti carichi delle energie della Terra, così ben riconosciuti dagli antichi, è che essi possono influenzare sia la natura sia gli esseri umani.

Risalendo nel tempo si possono intravedere quelle conoscenze, che tanto vorremmo avere e che attualmente si ricercano con mezzi scientifici. Per i popoli del passato era della massima importanza saper riconoscere i siti carichi del pianeta, per riconoscerne la sacralità, anche senza l’intervento celeste. Cosa possibile se si scoprivano i luoghi da cui sorgevano le energie misteriose o dove il sottosuolo emetteva radiazioni positive per il benessere fisico e spirituale.

Allora, reputavano il sito sacro, atto a favorire il contatto con gli esseri delle altre dimensioni e con le loro manifestazioni, e vi costruivano una forma che, secondo il sentire di quei momenti, era la più adatta a far sì che tutti gli uomini potessero percepirla e beneficiare delle sue possibilità energetiche.

Se, con estremo amore ed apertura, noi ci avviciniamo a queste tracce, a questi simboli, a queste pietre, a queste vestigia, siamo ancora in grado di percepire ciò che essi hanno sentito e amplificato per mezzo di ciò che, attorno a quel movimento energetico, hanno voluto erigere.

La nostra unica possibilità è proprio l’utilizzo dell’amore e dell’apertura, che sono le qualità che siamo andati perdendo, in special modo in questi ultimi due secoli.

“Amore” verso se stessi, l’ambiente, la Terra ed il Cosmo tutto, per poterci porre di nuovo all’interno di una rete di relazioni cosmiche che ci permetteranno di vedere. “Apertura” verso tutto quello che è intorno a noi, che sia questo di un altro colore, che utilizzi altre tradizioni o filosofie, che preghi altre divinità o che le neghi, che si esprima col muto linguaggio dei minerali o che utilizzi le fantascientifiche tecnologie attuali: tutto deve essere accettato come espressione di una diversità che ci rende simili e, spesso, uguali nella ricerca di una motivazione per cui pensiamo d’esser qui. Allora, vedremo noi stessi e gli altri con occhi che non sono più quelli fisici, udremo suoni che sembrerà di non aver mai sentito, toccheremo vibrazioni ed energie che non riconosceremo come fisiche, gusteremo i sapori di cui gli dei e gli angeli godono e percepiremo i profumi della memoria passata e futura. Abitiamo il pianeta che ci ha generati, ma la Terra é un essere vivente, intelligente e in continua, costante evoluzione, la cui vita é completamente collegata a quella di tutti gli esseri che vivono sopra e dentro di lei e con tutti questi il suo spirito si unisce in un’unica essenza. Nello stesso modo in cui questa madre vive e collabora con noi, noi dobbiamo vivere e collaborare con tutti gli altri esseri viventi cui lei ha permesso d’esistere.

La geobiologia  

 

La geobiologia è la disciplina che studia i rapporti insistenti tra l’uomo e la terra in termini di energia, vibrazioni e magnetismo, con il fine di migliorare il modo in cui l’uomo interagisce con il proprio ambiente. La geobiologia, oltre allo studio dell’interferenza sull’uomo dovuta a cause cosmo-telluriche, tiene in considerazione anche le aggravanti definite tecniche. Dopo migliaia e migliaia di anni vissuti in armonia con la natura, quasi all’improvviso l’uomo ha alterato le proprie abitudini di vita. Infatti, negli ultimi 100 anni, ha scoperto nuove forme di energia che accelerano il progresso a tal punto che i vantaggi sono subito evidenti, ma gli svantaggi e i rischi per la salute si scoprono con notevole ritardo. Dalla goebiologia sono scaturite varie altre branche come la bioarchitettura e la medicina funzionale, basante sui principi enunciati dal dott. Ernst Hartmann a seguito dell’osservazione dei fenomeni naturali e dello studio dei fenomeni elettromagnetici, della storia e della tradizione popolare.

 

 

La Teoria di Hartmann

L’uomo è sempre stato affascinato dagli aspetti cosmo-tellurici e magnetici del pianeta e ha eretto megaliti o ha costruito santuari dove il magnetismo terrestre era più evidente:questi luoghi magici e sacri sono sopravvissuti nei millenni. In tutta l’antichità, e particolarmente studiando l’architettura sacra dall’antico Egitto alle popolazioni precolombiani per arrivare all’antica Grecia, si ritrovano tracce inconfondibili dello studio e della conoscenza raffinata del rapporto insistente tra la terra ed il cosmo. I menhir, i dolmen, le cattedrali, le cappelle sono centri attraverso cui si canalizzano le forze telluriche per entrare in comunicazione con quelle che giungono dal Cosmo e formare luoghi carichi di energia, dalle vibrazioni molto forti: veri e propri rigeneratori per l’organismo dell’uomo che, se vi si ferma sopra o accanto per qualche tempo, riceve una carica di forze benefiche che portano, a volte, alla guarigione, spesso, al miglioramento della salute fisica e spirituale. Le grandi Piramidi Egizie hanno un orientamento ben preciso con i vertici puntati esattamente ai punti cardinali e con proporzioni riconducibili al “cubito sacro”, numero esattamente corrispondente ad un decimilionesimo del raggio polare terrestre (determinato scientificamente solo nel secolo scorso). Vitruvio, nel “De architetura” racconta che prima di edificare una casa o una città i romani lasciavano pascolare sul terreno scelto un gregge di pecore per poi esaminarne le interiora. Oggi si sa che queste pratiche che sanno di magia hanno una base reale. La terra, già immersa in un vasto campo di radiazione naturale, indispensabile per lo svolgersi della vita, produce essa stessa delle radiazioni; se in un luogo queste sono in eccesso, ne risentirà il funzionamento del fegato, che, regolando e filtrando il sangue, è la prima barriera che il corpo oppone ai raggi tellurici. Come il corpo umano è percorso dal sistema arterioso e nervoso, la Terra è percorsa e irrorata da un sistema d’acque sotterranee e da correnti magnetiche che emettono vibrazioni. Essa è composta dalla crosta terrestre, solida, e dal magma interno, fusione semi liquida. Nel moto di rotazione della Terra, il magma ruota meno velocemente della crosta e crea un fenomeno di attrito che emette elettricità. E’ la differenza di velocità di rotazione che crea le correnti tellurico-magnetiche che formano una sorta di griglia con punti di intensità molto forte, collegati fra loro, e che formano assi magnetici che producono il magnetismo terrestre.

Il primo che segnalò, nel 1937, al Congresso internazionale della stampa scientifica, la presenza sulla terra di un campo elettromagnetico a struttura reticolare simile a quella dei meridiani e dai paralleli geografici, fu Peyré. Le sue ipotesi vennero poi riprese e sistematizzate da altri ricercatori, tra cui Ernst Hartmann, dell’università di Heidelberg, padre della moderna geobiologia.

Secondo Hartmann ogni organismo sulla Terra è sottoposto ad influenze cosmiche o telluriche che agiscono variando il ritmo o l’intensità del campo elettromagnetico dovuto alle rotazioni del globo su se stesso e intorno al Sole. Il nostro pianeta si comporta come la piastra negativa di un immenso condensatore, l’altra parte del quale, il Cosmo, è di carica positiva. Questa cosmo-coppia provoca un campo elettromagnetico il cui punto di origine si trova al centro della Terra che si esprime in una rete di flussi di onde elettromagnetiche, formanti un reticolo definito appunto griglia di Hartmann.

Hartmann parla di rete globale, o rete H, che con irraggiamento proveniente dall’interno del globo si innalza attraverso tutta la biosfera, si restringe verso i poli e si allarga verso l’equatore, definendo un reticolo orientato longitudinalmente in senso Nord-Sud e longitudinalmente insenso est – ovest.

Le maglie di questa rete descrivono rettangoli aventi lati di 2,5 metri in senso latitudinale e 2 metri in senso longitudinale, con un’area di 5 mq. Ogni lato ha lo spessore di 21 cm e nei punti in cui due flussi si incontrano (4 per ogni 5 m2) abbiamo una struttura definita Nodo di Hartmann.

Questa trama determina tre zone a intensità molto differenziata: una zona molto ampia, di riposo per le forze vitali costituita dalle aree insistenti tra i fasci; una zona di prima intensità, che non è nociva per l’uomo e che è raggruppata nelle cosiddette “pareti”, corrispondenti ai raggi che descrivono il reticolo; una terza zona d’intersezione delle linee di forza, in cui hanno sede punti di massima intensità tellurica, siti all’incrocio delle pareti e definiti “nodi di Hartmann” o “nodi H”.

Secondo la teoria esposta da Hartmann, i nodi H rappresentano punti di perturbazione energeticamente più attivi, originati dalla turbolenza dei flussi incrociati sui quali si verificano i risucchi o le fuoriuscite di energie. Tali nodi aumentano il rispettivo potenziale quando coincidono con altre perturbazioni dovute a fonti sia naturali sia artificiali.

Determinare la posizione precisa dei nodi H è possibile ma difficile per la relativa instabilità, perché risente dell’influenza dei fattori geofisici e delle perturbazioni elettromagnetiche naturali e artificiali. Laddove la griglia di Hartmann corrisponda in profondità a falde acquifere, faglie geobiologiche, corsi d’acqua sotterranei, tipologie dei terreni o giacimenti minerari, si avrebbe una spiccata perturbazione del campo magnetico che delineerebbe un’area definita zona geopatogena. Si tratta di dati molto contestati, sebbene sia stato osservato come gli animali evitino sistematicamente di creare le loro tane in strutture che abbiano un nodo di Hartmann nel loro centro geometrico. Unica eccezione a questa regola sarebbe rappresentata dai gatti e dalle api. L’accoppiamento radiazione cosmica/magnetismo terrestre rappresenta il fattore fisico principale di molti importanti bioritmi umani per cui, in teoria, un individuo posto in un ambiente in cui vi è un bilanciamento ottimale fra gli effetti di questi fattori, vivrebbe in una sorta di limbo biologico, protetto peraltro da fattori favorenti l’invecchiamento cellulare, sia di origine astronomico che geologico. È stato rilevato ad esempio, che quando sulla superficie solare si ha una iperattività delle cosiddette “macchie” si ha statisticamente un aumento dell’incidenza di patologie neuropsichiche, cardiovascolari ed immunoematologiche. E’ stato provato anche che aumentando la forza magnetica i vegetali crescono meglio e che alberi che crescono su punti individuati come nodi di Hartmann hanno accrescimento inferiore e sono maggiormente soggetti a patologie oltre che statisticamente più frequentemente colpiti da fulmini. Se le vibrazioni che riuscivano a “sentire” gli antichi erano quelle del campo magnetico, allora si può pensare che, come sostenuto dal fisico americano Zabj Harvalik dopo una lunga serie di studi e ricerche, il 90% degli esseri è sensibile alle oscillazioni, anche minime, delle variazioni del campo magnetico terrestre e che i soggetti più aperti percepiscono oscillazioni di un bi milionesimo di gauss, anche se, per ora, non è riuscito a scoprire come questo possa avvenire.

 

Gabbie di Faraday  

Situazione antitetica ma di importanza analoga all’eccesso o allo squilibrio elettromagnetico è l’assenza di magnetismo. I campi elettromagnetici naturali possono essere modificati da campi artificiali. Nelle gabbie metalliche, come ad esempio un edificio costruito in cemento armato, può verificarsi assenza di campo elettrico naturale, fenomeno noto come gabbia di Faraday. Michael Faradey, chimico e fisico inglese, osservò che una qualsiai struttra metallica a forma di gabbia funge da schermo: i corpi in essa contenuti vengono isolati dall’azione dei campi elettrici esterni, e rimane solo quella dei campi magnetici. La mancanza o le anomale variazioni di campi elettrici portano a stati di indebolimento generale, che arriva in certi casi a essere una vera sick building sindrome. E’ stato infatti dimostrato che il campo elettrico naturale ha un ruolo fondamentale sul mantenimento della polarizzazione cellulare e sull’inibizione dei processi di proliferazione dei microrganismi: in sua assenza l’organismo ha meno difese. La teoria di Hartmann spiega l’enorme mole di dati raccolti da medici che studiano la cosiddetta “medicina funzionale” (e per l’Italia dall’istituto B.E.R.I.A.R.) le cui diagnosi partono dallo studio, per mezzo di attrezzature bioelettriche, degli ambienti e che mettono in luce i danni indotti dalla permanenza su punti definiti geopatici come i nodi di Hartmann, dall’esposizione alla forma degli edifici e degli ambienti nonchè dall’emanazione di onde sottili e negative da muri o terreni o elementi d’arredo. In questo contesto si inserisce lo studio dei materiali, delle strutture geometriche e della distribuzione degli spazi in funzione della corretta gestione dei flussi elettromagnetici, del dipolo terra/cosmo e della griglia di Hartmann.

Il riequilibrio degli ambienti

Ogni elemento fisico ha racchiuso in se un’energia che si esprime ed interagisce con l’ambiente in cui si trova emettendo intorno a se la propria carica. Il disequilibrio e la disarmonia possono essere provocati da un’errata disposizione degli oggetti e degli ambienti nello spazio. La prima cosa da fare è quindi identificare le caratteristiche energetiche e vibrazionali dell’ambiente ed individuare i punti di disarmonia o di risucchio energetico.

I nodi di geopatogeni possono esser individuati con l’ausilio di strumenti simili a quelli impiegati dai rabdomanti che permettono di percepire i punti di maggiore concentrazione energetica.

Oltre a strumenti come il galvanomerto, che misura le correnti elettriche anche deboli, e il geomagnetometro, che registra il magnetismo di origine terrestre, anche l’osservazione del comportamento di animali e vegetali fornisce alcuni indizi. Il cane è un buon rivelatore e ha un’istintiva antipatia per le zone perturbate, mentre il gatto ama le vibrazioni dei raggi tellurici della rete, in particolare in nodi di H e sceglie i luoghi a maggiore sollecitazione. Le api producono una quantità tripla di miele se sono su un nodo di H, termiti e formiche, invece, cercano le zone di più intensa irradiazione per costruirvi le loro dimore.

Anche le piante si mostrano molto sensibili alle zone geopatogene, nelle quali hanno difficoltà di attecchimento e di crescita e subiscono più facilmente le malattie; una zona negativa è resa particolarmente evidente dalle siepi che, nella parte interessata, perdono vigore e ingialliscono. Tra le più sensibili, il capelvenere e il prezzemolo in vaso, che nel luogo sbagliato non si sviluppano. Il cocomero, il sedano e la cipolla non riescono a crescere in zone perturbate.

Una volta individuati punti di squilibrio è possibile intervenire con una corretta ridistribuzione degli ambienti in funzione di essi. Tutte le strutture metalliche modificano le onde elettromagnetiche. E’ meglio non collocare grandi strutture di metallo come librerie nelle camere o anche nei vani sottostanti: la caldaia e l’auto nel garage sotto la camera da letto possono avere un effetto amplificante. Per neutralizzare gli effetti delle radiazioni telluriche in camera da letto, si può ricorrere a materiali con proprietà schermanti: un rimedio efficace è il filo di rame intrecciato su stuoie e coperte di lana pura, hanno proprietà parzialmente isolanti il legno, il sughero, il bambù e la lana.

 

L’Opera Architettonica  

Come precedentemente ricordato, da sempre l’uomo edifica in funzione di principi rigorosi i cui fondamenti si perdono nella notte dei tempi. L’espressione più alta e ricercata dell’opera architettonica è l’Architettura Sacra. In linea generale lo studiose di architettura sacra ha rivolto il proprio studio verso “il segno ed il simbolo” ovvero ha dato un’interpretazione dell’opera architettonica in base alla funzione che questa doveva assolvere, tralasciandone le caratteristiche bioenergetiche. Oggi, a seguito di numerosi studi che fino a poco tempo fa erano considerati parte dell’”esoterismo”, sappiamo che i templi più importanti dell’antica Grecia così come le piramidi egizie e precolombiane, lo Stonehenge, la cattedrale di Canterbury, i Manhir e i Dolmen sono stati edificati con orientamenti precisi in punti di grande concentrazioneenergetica. Di più tutte queste opere rispondo a canoni geometrici riconducibili alla sezione aurea, al cubito sacro ed ai rettangoli radicali secondo rapporti tridimensionali che mettono in luce una chiara funzione energetica.

Ne sono esempi perfetti i Menhir. Opere megalitiche edificate in tempi antichi sistematicamente posizionate nodi H e spesso in corrispondenza di corsi d’acqua sotterranea. Secondo l’interpretazione geobiologica dell’opera il Menhir è un perfetto scambiatore. Una loro prima funzione era appunto quella di antenna di ricevimento delle informazioni provenienti dal cosmo per ridistribuirle sulla terra; l’altra funzione era raccogliere le informazioni energetiche che giungono dalla terra per inviarle al cosmo. Posizionando una mano a 4-5 cm dalla pietra e facendola scorrere lentamente in senso verticale e parallelo si possono percepire, come fossero correnti d’aria fresca, due correnti energetiche che giungono dal cielo e dalla terra.

 

La Piramide

l’esempio più sfavillante della coscienza umana dei rapporti bioenergetici insistenti tra terra e cosmo è senza dubbio la piramide. Dal punto di vista iconografico è noto come la piramide simboleggi la coscienza ascensionale, il desiderio di elevazione al celeste, legata ai riti funebri di incontro e di passaggio. La piramide che rispetta le perfette proporzioni della piramide di Cheope avrà il perimetro di base uguale alla lunghezza di una circonferenza con raggio pari alla sua altezza; il rapporto tra il quadrato di base, statico e il cerchio, mobile, esprime l’elevazione.

In quest’ottica la piramide può essere considerata una sorta di interfaccia fra radiazione geologica e radiazione cosmica. La piramide, secondo gli studi e le rilevazioni geobiologiche, eserciterebbe un’azione sinergica di concentrazione di radiazioni dal cosmo alla terra in direzione apice-base e dispersione di radiazioni dalla terra al cosmo in direzione base-apice. All’interno della struttura piramidale si formano dei campi di forza diversi da quelli rilevabili in qualsiasi altro spazio geometrico chiuso. La piramide capterebbe l’energia cosmica (come un cristallo attira la luce e la scompone), la scomporrebbe avendo un’influenza riordinatrice sulla materia. La zona in cui è presente una maggiore condensazione energetica sia quella posta ad un terzo dell’altezza (corrispondente alla posizione della Camera dei Re della piramide di Cheope…..). La risultante consisterebbe in un flusso ottimale e controllato di radiazioni elettromagnetiche, dall’alto e dal suolo, capace di riequilibrare gli stati di disarmonia di tutto ciò che insiste sotto la sua struttura.

 

 

La Piramidologia

La riscoperta dell’energia piramidale è storia abbastanza recente: negli anni 30 il filosofo francese Paul Brunton ottenne dal Cairo l’autorizzazione a trascorrere un’intera notte nella camera del Re della grande piramide. Egli fece un dettagliato resoconto dell’incredibile esperienza vissuta, descrivendo numerose meravigliose visioni, proiezioni astrali e parlò persino di una particolare iniziazione ricevuta nel sarcofago reale. Contemporaneamente Antoine Bovis, sensitivo e radiestesista, dopo un viaggio ispiratore in Egitto iniziò i primi esperimenti di mummificazione con i modelli di piramide. Nel 1949, Karl Drbal, un ingegnere in pensione, presentò all’Ufficio Brevetti di Praga il suo “congegno per mantenere il filo di rasoi e lamette di rasoio” costituito da un modello di piramide “tipo Cheope”. Solo dopo 10 anni di sperimentazione, in parte compiuta personalmente da uno dei membri della commissione, la stessa rilasciò il brevetto n° 91304.

Nel 1968 il premio Nobel Dott. Luis Alvares organizzò una spedizione in Egitto alla ricerca delle camere segrete della Grande Piramide mediante la misurazione dei raggi cosmici, i quali perdono energia attraverso gli strati rocciosi della piramide ed avrebbero così segnalato lapresenza di eventuali spazi vuoti posti al di sopra della camera del Re. I dati raccolti furono elaborati da un computer del Cairo senza rivelare però nulla di interessante che già non si sapesse. Lo stesso esperimento, valutato in seguito dal Dott. Goneid, un altro ricercatore, diede risultati del tutto differenti, tali da far supporre la presenza di energie sconosciute all’interno della piramide che alterassero la registrazione dei dati.

Da allora in poi le ricerche sulla misteriosa energia della piramide si sono susseguite ad un ritmo sempre più incalzante.

Nel 1970 un gruppo di ricercatori messicani coordinati dal Dott. Luis Alberto Rodriguez, tra i quali un ingegnere, uno psicologo ed un fisico fondarono un circolo a Città del Messico con l’intento di iniziare una serie di esperimenti riguardanti la Piramidologia. La loro ricerca continuò fino al 1990 e portò al progressivo perfezionamento nella costruzione dei modelli di piramide: si osservò che le energie non dipendevano dalla massa del materiale impiegato ma soprattutto dalla forma dello stesso materiale.

Furono ideate e sperimentate le prime piramidi tubolari, senza pareti, con l’uso dei concentratori e dei cappelli soprapiramidali fino a giungere ai giorni nostri ove la terapia coadiuvante della piramide è accertata, anche se non viene ufficialmente riconosciuta.

Sono molti i ricercatori che hanno costruito modelli di piramide, da qualche centimetro a più metri: le prove da loro effettuate danno come risultato che l’Energia della piramide attiva la cellula vivente e mummifica quella morta. Tra le applicazioni che sono innumerevoli troviamo che questa Energia mummifica e disidrata la carne, le uova ed ogni altro elemento; disidrata i fiori e li secca senza che essi perdano la loro forma e colore; affila le lame del rasoio, rimuove l’ossido da oro e argento, purifica l’acqua e migliora il gusto dei liquidi che vengono inseriti all’interno di essa, accelera la crescita delle piante.

Essa applica una forza “carismatica” della quale non si conosce l’origine e che noi per semplicità abbiamo chiamato “Energia Piramidale”.

L’uso delle piramidi è favorevole a qualsiasi applicazione, esso da risultati aumentando le capacità autoimmunitarie del nostro corpo, presta la sua energia alla nostra rigenerazione e amplifica le qualità di qualsiasi rimedio. Applicando circuiti di valorizzazione radionica si ottengono ottimi risultati nel riprodurre gli effetti energetici di qualsiasi rimedio (energizzare l’acqua ed utilizzarne la memoria).

 

 

APPROFONDIMENTI

Metodo Grander per la “Vitalizzazione” dell’Acqua

Nel 21° secolo dovremo definitivamente salutare la teoria che l’elemento acqua sia definito in modo soddisfacente con la formula chimica H2O. Il secolo scorso fu il secolo dell’approccio chimico al fenomeno acqua. In questo secolo sarà la fisica ad ottenere la sua opportunità ad avvicinarsi alla soluzione dell’enigma acqua.

La memoria

L’acqua dispone di una memoria? E’ in grado di accumulare delle informazioni ed è anche capace di riprodurle e di trasmetterle?

Ciò che viene definito da J. Grander come “memoria dell’acqua” è un fenomeno per il quale determinate proprietà dell’acqua vengono modificate o perse a seguito dei più disparati eventi.

In tal senso potremmo paragonare l’acqua ad un nastro magnetico in grado di assorbire vibrazioni fisiche e di riprodurle a piacere senza modificare, indebolire o perdere per questo l’informazione memorizzata originariamente. Più problematiche sono le vibrazioni prodotte artificialmente che vengono anche “registrate” dall’acqua. A causa di diverse fonti di emissione (fra gli altri antenne della telefonia mobile, impianti radio, radiazioni satellitari, cavi per l’alta tensione ecc.) la struttura interna dell’acqua può risultare disturbata da radiazioni tecniche.

Il modo e l’esatto processo di memorizzazione nell’acqua sono noti alla scienza tutt’ al più in accenni e soltanto teoricamente. Molto maggiori sono i dati empirici nella prova sistematica della comprensione degli effetti.

Così oggi si sa che la complessa struttura interna dell’acqua è responsabile in misura decisiva per le sue proprietà. Queste caratteristiche diverse determinano ad esempio il tempo di conservazione dell’acqua, le condizioni per lo sviluppo di microrganismi nell’acqua e infine anche la salubrità tutti gli esseri viventi con i quali l’acqua scambia informazioni.

Queste importanti proprietà che sarebbero presenti naturalmente in ogni acqua, vanno perse oggi in larga misura per via di influssi esterni quali la pressione delle tubazioni, l’incanalamento rettilineo, il contatto con strutture metalliche ed il conseguente sviluppo elettromagnetico, l’immissione di sostanze chimiche e metalli pesanti.

Il pensiero fondamentale della tecnologia Grander consiste nello sforzo di ricondurre la struttura interna dell’acqua in uno stato ottimale e di conferirgli una stabilità duratura.

La struttura dell’acqua

L’acqua di per sé non è una molecola amorfa, ma per sua natura è bipolare; essa si collega con molte altre molecole d’acqua tramite ponti a idrogeno che si dispongono a formare una struttura a rete la quale permettere di raccogliere, immagazzinare e trasmettere informazioni.

Nella valutazione ufficiale dell’acqua potabile si attribuisce ancora poca importanza alla struttura dell’acqua. La qualità dell’acqua potabile nell’Europa centrale è essenzialmente ben garantita dalle norme che regolano il trattamento dell’acqua potabile. In questo modo si vuole assicurare che nell’alimento numero uno non vi si trovino dei germi patogeni e che non vi siano presenti inoltre né metalli pesanti né sostanze chimiche oltre i valori limite previsti. In questo modo si adempie sì a tutte le norme e disposizioni però non si è arrivati neanche al punto di includere il fatto essenziale che la struttura dell’acqua rappresenta una caratteristica qualitativa decisiva. Questo dipende anzitutto dal fatto che questa caratteristica non è ancora misurabile.

Da lungo tempo si sa che determinate sorgenti d’acqua guaritrice possono avere effetti antipiretici, digestivi, curativi per la pelle, risananti delle ferite oppure lenitivi, però non esistono delle norme per questo.

Anche nei cosiddetti elementi solidi le strutture hanno un loro ruolo: così sono, ad esempio, il diamante e la grafite entrambe composte di carbonio, solo di densità diversa. Il diamante è il materiale in assoluto più duro, la grafite invece è morbida.

Le proprietà

Proseguendo il filo fino all’elemento acqua si costata che anche l’acqua possiede una struttura interna. Sebbene le diverse strutture non modificano la “durezza” o addirittura la densità, come nel caso del diamante e della grafite, nell’acqua dipendono fra l’altro la conservabilità e in primo luogo tutte le proprietà microbiologiche in larga misura dalla struttura interna. Due acqua chimicamente identiche possono avere delle proprietà biologiche differenti, questo significa che un’acqua può comportarsi all’interno di un organismo vivente diversamente dall’altra sebbene ambedue contengano le stesse sostanze.

Dunque non è sufficiente valutare l’acqua secondo la sua chimica e microbiologia ma si deve trovare delle vie per valutare la sua struttura. Questo è difficile perché siamo solo ai primi passi nei metodi di misurazione riproducibili e nessun libro di testo “occidentale” riconosciuto fa riferimento alla capacità di memorizzare informazioni.

Ma anche qui si preannunciano importanti cambiamenti perché a livello mondiale l’interesse s’incentra in modo crescente sulla fisica dell’acqua: un comitato di esperti dell’Organizzazione Mondiale per la Salute, la WHO, si occupa da diverso tempo del tema struttura dell’acqua. E ci sono già in corso degli sforzi per inserire almeno il termine “struttura dell’acqua” nelle norme internazionali della WHO per l’acqua potabile.

J. Grander

La denominazione „vitalizzazione dell’acqua“ è diventato nel frattempo un concetto molto citato, spesso mistificato e alle volte purtroppo anche abusato. Ma qual è l’origine di questa espressione? È stato lo stesso Johann Grander a denominare “vitalizzazione dell’acqua” il suo procedimento, dopo aver potuto constatare le modificazioni nel comportamento dei microrganismi che puntualmente si verificavano non appena trattava l’acqua con il suo metodo. Per poter descrivere meglio il significato e l’origine di questa espressione è importante soffermarsi sull’attività di Johann Grander.

In seguito a inverni molto rigidi e alla dura attività fisica cui era sottoposto, Johann Grander soffriva di infiammazioni croniche alle articolazioni. L’intervento chirurgico si prospettava essere l’unica soluzione.Nella fase di convalescenza prima dell’intervento, Johann Grander si ricordò del cosiddetto rullo massaggiatore inventato dal padre. Iniziò così ad utilizzarlo. Questo rullo massaggiatore è simile ad una dinamo, e strofinandolo sulla pelle produce degli acuti e fini impulsi elettrici regolabili che stimolano le parti del corpo trattate, rafforzando e migliorando l’irrorazione sanguigna. Un simile apparecchio oggi sarebbe definito un apparecchio per massaggi a corrente d’eccitazione. A seguito del trattamento lo stato di salute di Johann Grander migliorò notevolmente, tanto da rendere superfluo l’intervento chirurgico. Questa fondamentale esperienza diede a Johann Grande lo stimolo per sviluppare e migliorare ulteriormente l’invenzione del padre. Il “segreto” dell’efficacia stava nella scelta di magneti del tutto speciali, rifiniti con una particolare lega e per questo in grado di trasmettere energie singolari. Nei suoi pensieri tuttavia Johann Grander era già un passo avanti. La questione che più lo impegnava riguardava la possibilità di creare un’energia del tutto innocua per l’essere umano, anche a contatto diretto, e in grado perfino di azionare i normali apparecchi elettrici. Fu così che nell’arco di dieci anni, Johann Grander sviluppó dieci “generatori a magnete“ di diversa costruzione, in grado di produrre un’energia ad una frequenza tale che anche toccando i poli non isolati questi non costituivano alcun pericolo. La meta era stata quindi di fatto raggiunta. I generatori, costruiti con “magneti naturali”, fornivano energia del tutto innocua. Ciò nonostante la messa in produzione dei generatori naufragò di fronte al diniego dell’ufficio brevetti di registrare un simile prodotto. I progetti inoltrati furono respinti con la causale “prodotti invalidanti il carattere di novità non sono brevettabili“ in quanto non veniva presa in considerazione l’innovazione apportata dall’impiego dei magneti di Grander.

Dopo una prima breve delusione, Johann Grander seppe ben presto trarre da questa esperienza un segnale positivo per un nuovo compito. Dagli esperimenti svolti durante la sua attività di ricerca ebbe sempre conferma del fatto che la trasformazione dell’energia funzionava sia in acqua che sott’acqua, e che l’acqua a sua volta sviluppava particolari qualità. Col passar del tempo gli divenne sempre più evidente che il rifiuto oppostogli a suo tempo dall’ufficio brevetti, in realtà non era stato altro che un invito ad occuparsi più intensamente dell’elemento acqua.

Fu così che Johann Grander iniziò a studiare l’acqua mettendola sempre in rapporto con i generatori a magnete da lui sviluppati. La maggior parte delle sue scoperte sono frutto di intuizione e osservazione della natura. Ma a questo punto non ci si può esimere dal menzionare un prezioso collaboratore e critico irrinunciabile, visto e considerato che il suo istinto è di gran lunga superiore a quello umano, ovvero: il gatto di casa Grander. Fu proprio il comportamento inusuale dell’animale ad attirare l’attenzione di Johann Grander sull’acqua “vitalizzata“, il gatto infatti per dissetarsi mostrava prediligere esclusivamente quest’acqua. Grander comprese che l’insieme formato dai suoi generatori e l’acqua dava origine a qualcosa di “particolare“. Durante i suoi esperimenti scoprì che le qualità e le informazioni che egli poteva trasmettere all’acqua erano trasferibili anche ad altra acqua, senza alcun contatto diretto.

Il microscopio fu per J. Grander lo strumento più importante per imparare a conoscere l’acqua. Sono centinaia i campioni d’acqua, provenienti da tutte le parti del mondo (Nilo, Po, Gange e innumerevoli altre fonti), che si trovano nel suo “capanno-pensatoio”, da lui analizzati al microscopio con l’intento di scoprire come si comportano le diverse acque della terra. Se un’acqua inquinata veniva trattata con il suo procedimento, essa iniziava nuovamente a rigenerarsi. I microrganismi utili potevano nuovamente svilupparsi e diventare attivi. È grazie a questa scoperta che Johann Grander coniò il concetto di “vitalizzazione dell’acqua”. Grazie alle proprie ricerche, Grnader è stato insignito nel 2000 dell’”Onorificenza in argento dell’Accademia Russa delle Scienze naturali“, e nel 2001 dalla Repubblica Austriaca la “Croce d’Onore Austriaca per la Scienza e l’Arte“.

Oggi questa conoscenza è messa a frutto con successo negli apparecchi Grander per la vitalizzazione dell’acqua. Come funzioni esattamente il principio della vitalizzazione è un segreto ben custodito dalla famiglia Grander; rimane comunque il fatto che esso dipende da molteplici fattori, elaborati in una lunga e premiata attività di ricerca.

 

La tecnologia Grander

è una tecnologia basata sulla trasmissione delle informazione. Gli apparecchi denominati “vitalizzatori dell’acqua” dispongono al loro interno di camere riempite con “acqua d’informazione”. All’acqua che passa attraverso l’apparecchio vengono trasmesse oscillazioni (informazioni) senza che vi sia contatto con “l’acqua d’informazione”. Non è quindi l’energia stessa ad essere trasmessa ma l’informazione. L’acqua di rete, che in seguito ai diversi influssi ambientali, ma anche a quelli dovuti all’inquinamento ambientale ed elettromagnetico, ha perso energia, viene “vitalizzata”. Nell’acqua vitalizzata si forma una struttura particolarmente forte tale da renderla resistente agli agenti esterni e può così rigenerarsi ricostruendo la propria autentica memoria.

All’acqua non viene né aggiunto né tolto nulla. Secondo Johann Grander le proprietà dell’acqua vitalizzata – con tutti gli effetti positivi per uomini, animali e piante – sono trasferibili ad ogni acqua:

-Aumentato potere autopurificante;

-Maggiore potere dissolvente;

-Migliore comportamento microbiologico;

-Maggiore stabilità anche in seguito a modificazione microbiologica

-Migliori caratteristiche organolettiche: freschezza, sapore, odore

-Buon impatto ecologico ed ambientale

Applicazioni

innumerevoli sono ad oggi le applicazioni e gli esempi dell’efficienza del metodo Grander, dall’agricoltura, all’igiene, fino all’industria casearia, con riscontri inaspettati. Studi condotti sulla maturazione di formaggi prodotti utilizzando acque trattate con metodo Grander, indicano curve di sviluppo di acidità più omogenee e costanti, studi sulla coltivazione di verdure sfruttando acqua vitalizzata hanno dimostrato che è possibile ottenere ortaggi con un una maggior vigoria e resa produttiva oltre che con un più alto tenore in componenti secondarie.

 

APPROFONDIMENTI

Estrazione a Ultrasuoni

Estratti acquosi concentrati: tecnica e metodologia estrattiva

METODO DI ESTRAZIONE: Ultrasuoni

SOLVENTE IMPIEGATO: Acqua vitalizzata

CONSERVANTI: Nessuno

TEMPO DI ESTRAZIONE: 4 ore circa

TEMPERATURA DI ESTRAZIONE: Temperatura Ambiente

 

Metodo di preparazione

Il vegetale, o la composizione di più vegetali, certificati conformi al Decreto Ministeriale 27 agosto 2004 e ai requisiti della Farmacopea Ufficiale della Repubblica (sezione “droghe vegetali: disposizioni generali”), viene inserito nell’estrattore ad ultrasuoni con solvente acqua vitalizzata e tenuto sotto vigorosa agitazione per almeno 2 ore. Vengono attivati i generatori di ultrasuoni regolando la frequenza ed il tempo di estrazione in base alla tipologia ed alle caratteristiche del vegetale. Gli ultrasuoni sono onde sonore di frequenza superiore a quella più alta mediamente udibile dall’orecchio umano (circa 20 KHz) che permettono la lisi rapida e completa delle pareti cellulari. L’estrazione si realizza grazie alla creazione di forze di stiramento che operano la disgregazione e la rottura meccanica delle pareti cellulari favorendo la fuoriuscita del materiale dal citoplasma/succo vacuolare. La riduzione delle particelle operata dalla cavitazione ultrasonica aumenta in modo significativo la superficie di contatto solido/liquido. L’azione meccanica svolta dagli ultrasuoni aumenta la diffusione del solvente nei tessuti ed opera la rottura delle pareti cellulari per forza di cavitazione e stiramento.

I fenomeni fisici che spiegano il funzionamento degli ultrasuoni sono tre:

• Aumento dell’energia cinetica delle molecole che si trovano all’interno della matrice solida

• Aumento della velocità di diffusione delle sostanze estratte in tutta la massa del liquido estraente in modo tale da evitare delle zone di sovrassaturazione in prossimità del solido da estrarre.

• Cavitazione: creazione ripetuta di microbolle all’interno di un liquido, a cui segue la loro implosione.

L’impiego degli ultrasuoni consente l’estrazione totale di tutti i principi attivi del vegetale (siano essi principi idrosolubili, liposolubili, oli essenziali, sali minerali, aminoacidi, oligoelementi o vitamine) senza l’impiego di calore o solventi organici, così da preservare l’integrità del fitocomplesso che viene interamente ceduto all’acqua. Una volta terminato il processo di estrazione, i vegetali esauriti vengono torchiati ed eliminati mediante centrifugazione e filtrazione ottenendo la soluzione estrattiva. Questa tecnologia permette di ottenere prodotti completi di tutte le loro proprietà fisiosiologiche ed organolettiche oltre che di tutti i loro principi attivi sia primari che secondari.

I vantaggi ottenuti con l’estrazione ad ultrasuoni si possono riassumere in tre punti fondamentali:

• estrazione totale a temperatura ambiente, non superiore ai 35°C; ciò evita la denaturazione dei principi attivi contenuti che in tal modo restano intatti.

• tempo di contatto minimo tra droga e liquido di estrazione utilizzato; ciò riduce al minimo la possibilità di eventuali inquinamenti casuali nel fitoestratto finale ottenuto.

• Abbattimento della carica batterica, grazie alla naturale azione di disgregazione della cellula batterica operata degli ultrasuoni.

Acqua vitalizzata

L’acqua matura che sgorga dalle rocce viene canalizzata per l’erogazione e la distribuzione subendo danni provocati da vari fenomeni, quali la pressione delle tubazioni, l’incanalamento rettilineo, l’immissione di sostanze chimiche e metalli pesanti. Con il procedimento di vitalizzazione dell’acqua secondo Johann Grander, basato soprattutto sulla combinazione di diverse onde magnetiche, si riporta l’acqua ad avere un numero maggiore di oscillazioni, in modo da compensare la perdita di energia e di informazioni riacquistando la sua memoria d’origine cioè di acqua di sorgente. Il processo da noi utilizzato è in grado di promuovere un’acqua vitalizzata.

I prodotti preparati impiegando acqua vitalizzata presentano i seguenti vantaggi:

• Maggiore stabilità anche in seguito a modificazione microbiologica

• Migliori caratteristiche organolettiche: freschezza, sapore, odore

• Migliore conservabilità

• Maggiore morbidezza e tollerabilità sulla pelle

• Buon impatto ecologico ed ambientale

Fasi di lavorazione

1 Vegetale Certificato Conforme

D.M. 27 agosto 2004 e F.U.I. droghe vegetali

2 ESTRAZIONE A ULTRASUONI

a temperatura ambiente

3 TORCHIATURA

4 CENTRIFUGAZIONE/FILTRAZIONE

5 CONTROLLO

Analisi: Chimico-Fisica, Microbiologica, Organolettica

 

 QUESTE NOTE” informative” NON INTENDONO SOSTITUIRSI AL PARERE MEDICO CHE VA CONSULTATO ALL'INSORGENZA Di “ qualsiasi primo sintomo” .Precisiamo e premettiamo inoltre  che le informazioni che leggete  , pur provenienti da fonti attendibili , sono fornite unicamente a titolo indicativo e generale e non assumono in alcun modo caratteristiche di esaustività e completezza. La loro utilizzazione deve intendersi come semplice lettura , in quanto le informazioni non possono sostituirsi ad un consulto medico e/o parere tecnico specialistico. In nessun caso l’Erboristeria Barberini SRL potrà essere responsabile di conseguenze derivanti da comportamenti suggeriti  dalla lettura dell’articolo  , infine  la lettura a cura di un minore deve avvenire sotto stretta sorveglianza di un adulto. La presente documentazione è riservata al solo corpo professionale. Le informazioni ivi contenute si basano sulle nostre conoscenze al momento della redazione. L’utilizzatore è tenuto ad assicurarsi della idoneità e completezza di tali informazioni in relazione all’utilizzo specifico che ne deve fare. Le informazioni riportate non devono essere intese come guida all’automedicazione. I fruitori sono invitati a discutere le informazioni con medici, farmacisti o personale sanitario autorizzato. Fatti, studi ed affermazioni sono il frutto di ricerca bibliografica condotta sulle singole droghe vegetali. Il redattore non si ritiene responsabile di refusi ed errori di battitura.
 
 
 
 

 

 

 

 

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